Poesia e Digital Humanities

Il gruppo di ricerca opera nel campo delle digital humanities applicate alla poesia italiana del Novecento, lungo due direttrici complementari: da un lato la filologia d’autore e la critica genetica fondate sulla digitalizzazione archivistica, dall'altro la stilistica dei corpora.

Sul primo versante l'indagine assume come caso di studio i materiali avantestuali di Giovanni Giudici conservati in un archivio privato udinese, di cui si prevedono il regesto, la descrizione e la salvaguardia digitale. Il fondo conserva in particolare le carte relative alle raccolte degli anni Novanta (Quanto spera di campare Giovanni, Empie stelle ed Eresia della sera), ma documenta altresì alcune fasi anteriori e successive della produzione giudiciana. La digitalizzazione mira a costituire la base ecdotica per una serie di edizioni critiche corredate di commento.

Sul secondo versante il gruppo applica la stilistica dei corpora all'opera di Andrea Zanzotto, nel solco delle principali esperienze anglosassoni e delle più recenti sperimentazioni italiane. L'analisi si fonda sull'allestimento e sull'interrogazione quantitativa del corpus zanzottiano mediante software digitali (in particolare Sketch Engine), così da individuare pattern stilistici ricorrenti e da restituirli graficamente, anche in chiave macrotestuale e diacronica. L’obiettivo finale è contribuire alla definizione di una metodologia applicabile non solo a Zanzotto, ma più in generale alla poesia italiana contemporanea.

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Stilistica

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