Archivi
La sezione illustra le attività di ricerca condotte sugli archivi di Ippolito Nievo, Giani Stuparich e Italo Svevo. Attraverso ricognizioni documentarie, edizioni critiche, studi e strumenti digitali, i progetti ricostruiscono la genesi, la trasmissione e la ricezione delle opere, mettendo in relazione manoscritti, carteggi e materiali editoriali con i rispettivi contesti letterari, culturali e storici.

Ippolito Nievo
Il gruppo di ricerca si occupa dello studio e della valorizzazione dei manoscritti di Ippolito Nievo, in collaborazione soprattutto con la sezione Manoscritti e rari della Biblioteca civica “Vincenzo Joppi” di Udine, uno dei principali centri di conservazione di carte nieviane insieme alla Biblioteca Teresiana di Mantova e l’Archivio Scrittori Veneti “Cesare De Michelis”. Un altro campo d’indagine riguarda fondi di illustri nievisti come Luigi Ciceri e Marcella Gorra, che conservano riproduzioni di autografi d’autore diventati irreperibili. Attraverso la promozione dei materiali d’archivio, la ricerca si pone un duplice obiettivo: l’esame e la valorizzazione dei manoscritti d’autore (e di corrispondenti, nel caso di lettere) a livello filologico e digitale, e la ricostruzione dell’ambiente storico, politico, letterario e culturale coevo a Nievo.
Giani Stuparich
Il gruppo di ricerca si dedica al regesto, allo studio e all’edizione critica dei materiali conservati nel Fondo Stuparich della Biblioteca Civica “Attilio Hortis” di Trieste, nell’Archivio degli scrittori e della cultura regionale dell’Università di Trieste e nell’archivio familiare di Roma. L’indagine mira a ricostruire le fasi della genesi, dell’elaborazione e della trasmissione dell’opera di Giani Stuparich, con particolare riguardo ai carteggi, ai diari e ai materiali avantestuali della sua produzione narrativa, poetica e saggistica. In questa prospettiva si colloca anche la collana “Archivio Stuparich” dell’EUT, che accoglie edizioni criticamente fondate dei materiali documentari e testuali emersi dal lavoro in archivio. Questo lavoro assolve una duplice funzione: da un lato prevede una ricognizione documentaria dei fondi, dall’altro valorizza questi materiali come strumenti per ripensare criticamente alcuni snodi centrali dell’opera e della poetica dello scrittore: la sua formazione e quella del fratello Carlo, la riscrittura dell’esperienza bellica e di prigionia, e la rielaborazione letteraria dell’esperienza vissuta.

Italo Svevo
Questa sezione si focalizza sullo studio del Fondo Eredi Svevo del Museo Sveviano di Trieste, col duplice obiettivo di valorizzare i materiali relativi alla circolazione dell’opera sveviana e di tracciarne la ricezione internazionale. La ricerca si concentra in particolare sui carteggi di Livia Veneziani con figure in vario modo coinvolte nella fortuna critica di Svevo – traduttori, critici, giornalisti, registi – e, parallelamente, sulle traduzioni e sulle riviste che testimoniano la circolazione della sua opera. L’incrocio di questi materiali permette di seguire non solo le fasi della ricezione sveviana all’estero, ma anche la progressiva costruzione del profilo dell’autore entro specifici orizzonti editoriali, culturali e linguistici. La restituzione di quanto emerso si avvale anche dell’uso degli strumenti digitali: una mappa delle traduzioni della Coscienza di Zeno e un sito web dedicato alla circolazione dell’opera sveviana.

